Affrontiamo i problemi ambientali e il cambiamento climatico riducendo le emissioni di CO₂, il consumo di energia, il prelievo di acqua e preservando gli habitat naturali e la loro biodiversità nelle aree circostanti gli stabilimenti.

Rispetto della biodiversità

Le attività di estrazione hanno un impatto diretto sulla terra, sulla flora e sulla fauna circostanti: il nostro obiettivo è ridurre al minimo e gestire tali impatti.

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L’estrazione delle materie prime

L’estrazione delle materie prime rappresenta la prima fase nel processo di produzione del cemento. Questa fase ha un impatto sia sull’ambiente naturale che su quello sociale circostante.

Con le nostre attività di cava colleghiamo e diamo priorità a tre degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite con azioni specifiche:

SDG 9

SDG 9:
Imprese, innovazione e infrastrutture

SDG 12

SDG 12:
Consumo e produzione responsabili

SDG 15

SDG 15:
Vita sulla Terra

  • L’uso di strumenti digitali nelle attività minerarie per aumentare l’efficienza, ottimizzare le risorse e ridurre al minimo la produzione di rifiuti ed estrarre solo i materiali utili, di grado e volume adeguati sul piano economico.
  • L’uso di materie prime alternative che possono avere un impatto positivo sulle emissioni di CO2 (es. ceneri volanti) e ridurre lo sfruttamento delle cave.
  • Il riutilizzo di materiali di altre industrie.
  • Lo sviluppo di piani d’azione per la riconversione, la bonifica e la biodiversità delle cave, mediante l’individuazione di obiettivi e tempistiche, tenendo conto dell’integrazione delle cave nel paesaggio circostante o in base ai futuri scopi di utilizzo del terreno.

Il piano di riconversione delle cave

L’estrazione delle materie prime ha inevitabilmente un impatto sull’ambiente circostante, la rimozione di suolo e i cambiamenti nella topografia della zona possono, infatti, influire sugli ecosistemi locali e sui bacini idrografici.

Per affrontare e mitigare questi effetti si può, e si deve, intervenire attraverso lo sviluppo e l’applicazione di un efficace piano di riconversione della cava. Per questo motivo, il 95% delle cave utilizzate dal Gruppo ha un piano di riconversione in atto.

I piani definiscono l’obiettivo e le tempistiche per la reintegrazione di una cava nel paesaggio circostante. I processi di riconversione iniziano quando la cava è ancora in funzione, bonificando le aree che non sono più utilizzate.
Diversi sono i progetti di riconversione che portiamo avanti con l’attenzione particolare al rispetto e ripristino della biodiversità, come per esempio in Belgio, dove partecipiamo all’iniziativa Life in Quarries, un progetto finanziato dalla Commissione europea proprio per sviluppare la biodiversità e la riconversione delle cave dismesse.

Storie e progetti

Progetti di riconversione delle cave, di rispetto per la biodiversità, ma anche di recupero del calore in eccesso per attività di teleriscaldamento.

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La gestione delle attività estrattive

Prima di decidere di acquisire e aprire una nuova cava sono attentamente studiati e pianificati gli aspetti di sicurezza, gli eventuali effetti sull’ambiente, sulla flora e sulla fauna e sulle risorse idriche. Valutiamo sempre anche gli eventuali impatti sociali ed i piani di recupero del territorio una volta concluse le operazioni in cava.

Il nostro obiettivo è sempre quello di minimizzare o eliminare qualsiasi potenziale impatto negativo che potrebbe verificarsi come conseguenza delle attività di estrazione, ma lavoriamo anche per incrementare i potenziali impatti positivi, ove possibile.

Parte del nostro lavoro rientra anche nella gestione dei rischi: analizziamo i rischi ambientali per garantire il rispetto delle normative vigenti e dei migliori standard ambientali e Best Available Technique (BAT) e ci coordiniamo affinché tutti i business del Gruppo operino con un sistema di gestione ambientale certificato.

Ultimo aggiornamento: 21/06/2022 | 13:06